Yes.life è il web magazine di sostenibilità ambientale che diffonde stili di vita sostenibili e gioiosi, promuovendo l’efficienza e il risparmio energetico, grazie all’utilizzo di fonti d’energia rinnovabili.
Nuovo anno significa nuovi propositi, rigorosamente green!! Ecco a voi tante idee per trascorrere il nuovo anno all’insegna dell’ecosostenibilità. Restate sempre sintonizzati e non dimenticatevi di consultare il calendario di Yes.life!
Sonia Scommegna
Chi di noi non sogna di poter camminare liberamente per le strade della propria città? E’ arrivato il momento di riprendere le redini delle proprie città e di renderle più vivibili, con l’aiuto di Living Streets.
Chi di noi non sogna di poter camminare liberamente per le strade della propria città, del proprio paese o del proprio villaggio, sentendosi veramente al centro del contesto urbano?
Questo perché le strade hanno perso la loro caratteristica antropocentrica, non sono più pensate per essere vissute dall’uomo e dai pedoni, ma sono fatte per farci raggiungere un servizio piuttosto che un centro commerciale, rigorosamente in automobile.
Per non parlare della loro pericolosità e dello stato di abbandono in cui versano.
Il problema è che ci si abitua a tutto, ai marciapiedi pieni di cartacce e di sigarette spente, ai troppi ostacoli che si frappongono tra noi e la nostra meta, alle macchine parcheggiate ovunque, al grigiore delle nostre strade. E’ una questione di vivibilità, quella che le vie cittadine occidentali stanno progressivamente perdendo.
Questa problematica è diventata un vero e proprio allarme sociale in Inghilterra negli ultimi anni, e per questo motivo un gruppo di professionisti si è riunito dando così vita all’associazione benefica “Living Streets: putting people first”.
L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i cittadini, facendo loro provare emozioni ormai dimenticate per le strade delle città.
Living Streets organizza infatti eventi e iniziative originali, grazie soprattutto al denaro raccolto attraverso le donazioni, le quali hanno tutte come comune denominatore il recupero degli spazi pubblici al cui centro viene rimessa la persona. Le donazioni servono quindi a mettere in piedi incontri pubblici, free streets party (un po’ come le nostre notti bianche), giochi per i bambini e dimostrazioni pratiche, rigorosamente nelle strade e nelle piazze delle città inglesi, per far tornare le persone a vivere le proprie strade. Questo perché sembra ormai che il processo di alienazione dell’uomo dalle sue strade sia quasi irreversibile: strade trasformate in corridoi di traffico che separano letteralmente una zona dall’altra , lasciando intere aree scollegate e quindi irraggiungibili; politiche quasi esclusivamente incentrate sul traffico e non più sulle vite umane; strade sempre più sporche e pericolose.
Sei in: Sustainable > Living streets: una città a misura di pedoni
Non ci sono commenti attivi per questo argomento