Articolo del: 22/12/09
L’accordo c’è. Ma non è stato approvato dalla COP15.
Dopo due anni di negoziato e 16 ore di riunione plenaria, nel vertice ONU per il clima l’accordo non è stato trovato.
Vogliamo chiarire quello che è accaduto. A Copenhagen non è stato firmato nessun accordo. L’accordo c’è, ma non è stato approvato all’unanimità dalla COP15, a causa dell’opposizione di Tuvalu, Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Equador e Sudan.
La COP15 ha semplicemente preso nota ("takes note") dell’accordo di Copenhagen. L’accordo resta un semplice accordo politico, appoggiato dalla maggioranza dei paesi, e soprattutto dai paesi politicamente ed economicamente più potenti, ovvero Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Sud Africa, Arabia Saudita, Sudan, Russia, Norvegia, Messico, Mauritius, Papua Nuova Guinea, Lesotho, Giappone, Corea, Indonesia, India, Grenada, Francia, Germania, Svezia, Colombia, Cina, Brasile, Australia e Gabon.
L’accordo raggiunto tra i grandi paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo è una quindi dichiarazione politica, che però contiene alcuni obiettivi minimi:

l’aumento della temperatura media del pianeta, rispetto all’era pre-industriale, non deve essere superiore a due gradi centigradi.

riduzione globale del 16% delle emissioni; secondo recenti stime dell’Onu, questa riduzione provocherebbe comunque un innalzamento della temperatura del pianeta di almeno 3 gradi, almeno un grado in più quindi, dei limiti massimi consigliati dalla comunità scientifica

i singoli Paesi dovranno presentare un resoconto delle loro azioni contro l’inquinamento: viene previsto un controllo internazionale, ma non obbligatorio e comunque nel rispetto della sovranità nazionale.

sono stati definiti gli impegni finanziari dei paesi industrializzati che permetteranno ai paesi in via di sviluppo di rendere meno inquinanti i propri sistemi produttivi: 3 miliardi di euro da parte degli Stati Uniti per i Paesi in via di sviluppo nel triennio 2010-2012, e 70 miliardi di euro versati dai Paesi industrializzati entro il 2020.