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Sonia Scommegna
E’ partita il primo aprile scorso la rivoluzione francese nel settore dei carburanti che permetterà, gradualmente, di ridurre la dipendenza dai combustibili inquinanti. L’apertura di 12.700 nuovi distributori di biocarburante E10 si inserisce in un piano strategico di medio termine che mira a raggiungere la quota del 6,25 per cento nell’utilizzo di biofuel entro quest’anno, e del 7 per cento alla fine del 2010; in anticipo rispetto agli obiettivi europei, al fine di ridurre le emissioni nocive per il clima, causate dai trasporti.
Il biocarburante E10 è composto al 10% da etanolo e al 90% da benzina senza piombo 95 ottani. Già introdotto negli Stati Uniti e in Australia, dovrebbe essere distribuito su larga scala sul territorio europeo entro i prossimi 2-3 anni. Non ci dovrebbero essere nemmeno troppi problemi di adeguamento delle automobili perché possono utilizzare l’E10 quasi tutte le auto immatricolate dopo il 2000, oltre ad una parte dei veicoli prodotti in precedenza. Il 60% dei veicoli a benzina potranno usare l’E10, si tratta di circa nove milioni di veicoli del parco auto francese.
Per verificare la compatibilità della propria auto con il nuovo biocarburante il Ministro dell’Ambiente francese ha messo a disposizione un sito informativo per tutti gli automobilisti (CarburantE10.fr).
Per quanto riguarda il prezzo al consumatore invece questo sarà ovviamente influenzato dai costi sia di etanolo che di benzina. In base alle condizioni di mercato quindi l’E10 potrebbe arrivare ad essere più caro della benzina senza piombo. Ma i distributori francesi sono stati sollecitati a vendere questo biocarburante per non pagare la tassa sulle attività inquinanti, quindi dovrebbero mantenere i prezzi al di sotto di quelli della benzina. L’E10, per essere competitivo, dovrebbe costare ad 1 a 3 centesimi meno della benzina senza piombo.
Per quanto riguarda la questione ambientale secondo l’Agenzia per l’ambiente e il controllo dell’energia (Ademe), il piano francese (che comprende il biodiesel e altri biocarburanti) consentirà alla Francia di risparmiare sei milioni di tonnellate di emissioni di CO2 nel 2010. Partito solo pochi giorni fa l’E10 si trova al momento attuale solo in poche stazioni di servizio, e l’Unione francese delle industrie petrolifere (Ufip) sostiene che solo il 70% saranno equipaggiate col biocombustibile entro fine anno.
L’obiettivo è quello che l’E10 arrivi un giorno a sostituire la benzina verde, permettendo allo stato francese di risparmiare nel 2010 un milione di tonnellate di gas serra l’anno contro i 130 milioni emessi dai trasporti su gomma. Non sono mancate le polemiche in Francia, provenienti da più parti: prima gli ambientalisti francesi i quali si sono dichiarati contrari all’E10, perché poco utile a tutelare l’ambiente e dannoso per l’agricoltura; su queste posizioni sembra essersi schierato anche l’Ocse, il quale ha sottolineato come le politiche di sostegno ai biocarburanti, oltre che molto costose, abbiano un impatto limitato sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Probabilmente la distribuzione del biofuel E10 non risolverà da subito i problemi legati all’effetto serra, ma crediamo che sia comunque un importante passo in avanti verso una graduale autonomia dal petrolio.
Alessandro Ingegno
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