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Coronavirus, danneggia il cuore, è simile all’infarto

Published by
Beatrice Manocchio

Coronavirus, la malattia potrebbe danneggiare il cuore come un infarto. Molti pazienti arrivano in ospedale con i sintomi simili

Coronavirus Covid-19 LombardiaCoronavirus Covid-19 Lombardia
covid19 (Getty Images)

In Italia e nel mondo sono sempre di più i casi di Coronavirus che rimandano all’infarto. Molti pazienti giungono in ospedale con gli stessi sintomi ma in realtà è il Covid-19. Sia l’infarto che il virus provocano miocardite, una pesante infiammazione che danneggia il cuore, anche se per il coronavirus non c’è ischemia, cioè ostruzione delle arterie. I primi che hanno fatto caso a questa somiglianza sono stati alcuni medici italiani dell’ospedale di Brescia, durante il ricovero di una donna di 53 anni.

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Coronavirus, la somiglianza tra covid-19 e infarto

infarto (pixabay)

Marco Metra, cardiologo degli Spedali civili di Brescia, ha descritto alla rivista Jama Cardiology il ricovero della paziente di 53 anni. La donna giunta al pronto soccorso con i segni dello scompenso cardiaco, affanno, affaticamento, dolore toracico, ha riferito di avere avuto febbre e tosse secca la settimana precedente, senza però problemi respiratori. I cardiologi hanno pensato di farle il tampone per il nuovo coronavirus e l’esito dell’esame è stato positivo. In realtà sia l’elettrocardiogramma, sia il prelievo di sangue cui la donna è stata sottoposta documentavano un infarto; anche se non era presente alcun segno di ostruzione alle arterie che ossigenano il cuore, come invece normalmente accade se si verifica un infarto.

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Un caso simile negli Stati Uniti

Non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti si sono verificati  casi simili a quello di Brescia. Come riporta il New York Times, è successo anche a un 64enne di Brooklyn giunto al pronto soccorso con un grave infarto, ma sorprendentemente con le coronarie libere.

MEDICI (Getty Images)

La diagnosi fatta sia all’italiana sia allo statunitense è di miocardite, infiammazione del cuore forse direttamente procurata dal coronavirus.